Definizione patologia:

All’interno del ginocchio si distinguono tre diversi “compartimenti”:
1) Femoro-tibiale mediale (porzione di articolazione tra femore e tibia, nella parte interna del ginocchio);
2) Femoro-tibiale laterale (porzione di articolazione tra femore e tibia, nella parte esterna del ginocchio);
3) Femoro-rotulea (articolazione tra il femore e la rotula)
Il processo degenerativo della cartilagine, nella gonartrosi, può colpire anche solo uno di questi compartimenti (monocompartimentale), oppure può estendersi anche agli altri compartimenti (bi- o tricompartimentale).

Cause e Trattamento

L’artrosi monocompartimentale si manifesta con dolore e limitazione funzionale del ginocchio.
Le radiografie possono mostrare riduzione dello spazio articolare e osteofitosi, gli altri compartimenti sono poco o non sono interessate.
Una protesi di ginocchio può sostituire tutti compartimenti e in questo caso viene definita tricompartimentale oppure può essere sostituito un singolo compartimento: in questo caso la protesi viene definita monocompartimentale.
Una protesi monocompartimentale di ginocchio è un rifacimento di un compartimento del ginocchio.
L’esito funzionale della protesi monocompartimentale del ginocchio è eccellente, grazie all’attenta selezione dei pazienti, lo sviluppo della progettazione dell’impianto e la tecnica chirurgica di posizionamento dell’impianto.
La protesi monocompartimentale è solitamente femoro-tibiale interna, meno frequentemente può essere a volte femoro-tibiale esterna e femoro rotulea.

Attualmente ci serviamo di metodi innovativi per il posizionamento di protesi monocompartimentali:

* posizionamento di protesi con metodica robotizzata.
* posizionamento di protesi mocompartimentali mediante l’utilizzo di PSI (Strumentazione Specifica per il Paziente).

artrosi_monocompartimentale

Metodica Robotizzata

Il sistema robotizzato è composto da un computer che guida un braccio meccanico nel posizionamento dell’impianto protesico. Si tratta di un macchinario nato e perfezionato negli Stati Uniti dove è operativo dal 2006. Il robot si avvale di un computer che elabora un modello tridimensionale del ginocchio da operare (realizzato sulla base di una TC preoperatoria) e di un braccio meccanico manipolato dal chirurgo e guidato dal computer. La novità straordinaria sta nella precisione con cui il robot è in grado di effettuare i tagli per l’alloggiamento protesico.

robot_mako_rio

Questa precisione si traduce in un risparmio consistente di tessuto osseo, in una mini-invasività ed in un allineamento migliore delle componenti di cui è composta la protesi con il risultato finale che quest’ultima risulta posizionata con una precisione fino a tre volte maggiore rispetto ad un impianto tradizionale.

A beneficiarne oltre alla fase chirurgica è inoltre l’iter post-operatorio del paziente che si traduce sostanzialmente in un ricovero più breve e in un recupero funzionale più veloce.

Strumentazione specifica per il paziente

Un recente sviluppo tecnologico è la tecnica c.d. “strumentazione specifica paziente” o “ginocchio su misura”. Un software computerizzato crea un modello tridimensionale del ginocchio del paziente e permette al chirurgo di pianificare i tagli ossei e il posizionamento dei componenti su un modello virtuale che è realizzato sulla base di una RM preoperatoria. Queste immagini vengono poi usate per creare stampi di plastica tridimensionali che, quando sono immessi sul ginocchio di uno specifico paziente durante l’intervento chirurgico permette di eseguire l’intervento chirurgico come previsto in precedenza nel modello computerizzato. Essenzialmente un chirurgo fa una “sostituzione del ginocchio virtuale” nel computer e poi “esegue” il piano che viene elaborato durante l’intervento chirurgico vero e proprio.